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Ricerca ed Innovazione di
Prodotto e di
Processo
Design e
Innovazione Formale
resp. prof. arch.
Gianpiero Alfarano
Dalla
fine del 2002 il Corso di Laurea in Disegno Industriale si è
insediato in un immobile (ex fabbricato industriale) messo a
disposizione dal Comune.
La sede è al momento provvisoria in quanto, sulla scorta di
quanto concordato con l’Accordo di programma, stipulato in
data
31/05/2002, tra il Rettore dell’Università di
Firenze, il
Presidente della Provincia di Firenze ed il Sindaco del Comune di
Calenzano, l’amministrazione Comunale si
è impegnata
a realizzare la nuova sede definitiva del Corso sempre sul territorio
comunale, nell’ambito di un Piano di Recupero di
un’area ex
industriale (area Pasquali). Il Piano di Recupero è
già
in fase di attivazione poiché la proprietà sta
già
ritirando i permessi per iniziare la realizzazione delle opere di
urbanizzazione.
La scelta di Calenzano per la localizzazione della formazione
universitaria dei nuovi designer si è dimostrata ideale
proprio
per le caratteristiche del nostro tessuto produttivo: una notevole
presenza di attività produttive, dinamiche che hanno
manifestato
vivo interesse e disponibilità ad attivare collaborazioni e
sinergie con l’università in funzione
dello sviluppo
delle potenzialità del “sapere creativo”
finalizzato
a sostenere nuovi assetti produttivi basati sull’innovazione
di
prodotto, indispensabili per fronteggiare la competitività
“globale”.
L’altro tassello è costituito dalla costituzione
del primo
Museo Italiano del Design. Il Museo, recentemente inaugurato,
ha
la sua sede in una parte dell’immobile che si trova in
prossimità della sede del Corso di Laurea e raccoglie oltre
cento pezzi significativi della produzione italiana del design degli
ultimi 40 anni. Oltre all’unicità del suo genere,
lo
stesso contribuisce a rendere visibile e concreta la
complementarietà formativa, fornendo l’occasione
agli
studenti di “toccare con mano” gli oggetti che
hanno dato
identità e valore alla disciplina con importanti riflessi
anche
sull’economia nazionale.
A seguito del costante confronto con la realtà universitaria
e
dei rappresentati delle categorie produttive operanti sul nostro
territorio è emersa la necessità di procedere
alla
realizzazione di un centro per l’innovazione tecnologica, per
la
ricerca e la sperimentazione nell’ambito del sistema
produttivo
locale.
E’ stato quindi predisposto uno specifico progetto
finalizzato
alla realizzazione di un sistema di laboratori, attrezzati di
strumentazioni ad alta tecnologica, di ricerca e sperimentazione, di
modellazione e prototipazione, di certificazione, collaudo e
valutazione, il Laboratorio oggi gestito da Promo Design s.cons. a r.l.
I tentativi di fondare in Italia nuove
facoltà universitarie che dessero il titolo di
“Dottore in Disegno Industriale”, risalgono agli
inizi dagli anni Sessanta. I relativi primi progetti furono elaborati
in quegli anni nell’ambito dell’ADI (Associazione
per il Disegno Industriale) a Milano e nell’Istituto
Superiore di Architettura di Venezia. In quel periodo sembrava che,
tramite la prefabbricazione, tutta l’architettura dovesse
trasformarsi in Disegno Industriale.
Solo Firenze aveva già da qualche tempo un corso
universitario facoltativo, nato a metà degli anni Cinquanta,
denominato “Progettazione Artistica per le
Industrie” tenuto allora dall’allievo di
Michelucci, Leonardo Ricci e con assistente straordinario Pierluigi
Spadolini. Si fonda già qui quel connubio tra
l’antica cultura artigiana fiorentina e la cultura nascente
del Disegno Industriale che con Spadolini innescherà un
dialogo privilegiato con la cultura tecnologica che ancora oggi
identifica la scuola fiorentina di Design.
Alla fine degli anni Cinquanta Spadolini coinvolge in questa nuova
esperienza didattica l’amico e collega Giovanni Klaus Koenig,
che in quegli anni teneva il corso di Plastica, il quale aveva
intrapreso un’analoga sfida intellettuale applicando la
Semiotica all’architettura e al Design, ponendoli
essenzialmente in un’ottica di artefatti comunicativi.
Lo scambio di conoscenze e il dibattito che si aprì diede
vita alla prima forma di insegnamento interdisciplinare
all’interno del mondo accademico nazionale.
Sull’onda dei fermenti culturali che si sviluppano in Italia
negli anni Sessanta, il Design fiorentino sceglie di lavorare su
argomenti che mettono in evidenza la funzione educativa del Disegno
Industriale in rapporto al progresso sociale. Nascono i primi studi
dedicati al mondo degli ausilii per persone disabili, peri mezzi di
trasporto pubblico, per l’arredo urbano, tutti temi ai quali
mancano modelli morfologici di riferimento e quindi aperti ad
un’ampia sperimentazione.
Dall’attenzione a tematiche progettuali sempre rivolte al
sociale, cioè al miglioramento della qualità
della vita di una intera collettività, nasce
l’altro segno connotante ed identificativo della scuola
fiorentina, il Design Etico.
Dalla metà degli anni Sessanta e per tutti gli anni
Settanta, Firenze si afferma come centro di primo livello nel dibattito
artistico internazionale soprattutto per merito
dell’Architettura Radicale che riconosce nella didattica di
Leonardo Savioli una fucina di nuove idee. La vivacità del
dibattito sulla creatività, ma anche sulla crisi della
professione dell’architetto, è alimentata a
Firenze dalla presenza di Umberto Eco, docente straordinario della
facoltà di architettura nel 1968, e da G. Klaus Koenig,
costante riferimento e coscienza critica perle nuove generazioni.
Nasce da qui un vero e proprio interesse specifico per la disciplina da
parte del mondo studentesco che nel divenire sarà in
continua espansione senza soluzione di continuità.
Nel 1971 inizia la collaborazione tra Koenig e Roberto Segoni, una
collaborazione che integra perfettamente i due talenti. Koenig, critico
storico e progettista tecnologicamente esperto,contribuisce ad
alimentare il valore intellettuale della formazione del design; Roberto
Segoni porta alla disciplina la cultura dei materiali, delle tecnologie
specifiche per il Design e delle tecniche di rappresentazione ad esso
necessarie, ossia la capacità di integrazione tra disegno
tecnico e disegno espressivo.
La cultura progettuale della scuola si orienta, con a capo questi due
Maestri, in ambito operativo riferito all’oggetto
d’uso collettivo, per definizione: “che chi usa non
compra” e ciò diviene una scelta precisa non solo
di tipo culturale ma anche sostanzialmente, in modo distintivo, di
presa di coscienza per il valore etico del Design.
Nel 1980 la prima cattedra di Disegno Industriale a Firenze vinta da
Roberto Segoni. E’ in consolidamento di un processo che porta
al coinvolgimento di interessi culturali trasversali alla disciplina.
E’ intorno ad un gruppo di studiosi, diretti da Koenig e
Segoni che opera all’interno del Dipartimento di Processi e
Metodi della produzione Edilizia – oggi Dipartimento di
Tecnologie dell’Architettura e Design “Pierluigi
Spadolini” – che il Disegno Industriale assume per
Firenze quelle connotazioni caratterizzanti da farne l’ambito
disciplinare per eccellenza in cui la cultura umanistica si fonde con
la cultura tecnologica.
Le ricerche teorico-progettuali, svolte nell’ambito
disciplinare, dagli anni Ottanta ad oggi, pongono in evidenza la
stretta relazione tra il mondo del progetto e le logiche industriali,
tra la conoscenza dei materiali, la cultura tecnologica e il fare
pratico attraverso la cultura del modello come elemento di controllo
del progetto e del disegno per il Design come il più
efficace mezzo di rappresentazione di un’idea da realizzare.
All’inizio degli anni Novanta Spadolini, Koenig e Segoni
danno vita alla prima Scuola di Specializzazione in Disegno Industriale
in Italia. Una scuola post-laurea triennale all’interno della
quale vengono svolte tematiche progettuali dettate da aziende operanti
in ambito nazionale e locale. All’interno di essa si
consolida un percorso metodologico sulla formazione del designer ormai
affermato negli anni. Da questa storia e dalle esperienze maturate per
oltre quarant’anni, nasce il percorso formativo del Corso di
Laurea in Disegno Industriale dell’Ateneo fiorentino, che con
il corrente Anno Accademico si avvia a concludere il terzo anno di
attività con 1200 studenti e 100 docenti.
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